diretto da Maria Silvia Sacchi

L’iniziativa presentata al Mimint

Renzo Rosso presenta Made: volti e capacità di chi lavora “dietro le quinte” della moda

Senza le capacità artigianali italiane la moda non può esistere, vogliamo dare loro la giusta visibilità. La campagna terminerà il 15 aprile, prima Giornata del made in Italy. Urso anticipa che sarà ripresentata la proposta sulla staffetta generazionale

Renzo Rosso presenta Made: volti e capacità di chi lavora “dietro le quinte” della moda

Senza le capacità artigianali e manifatturiere italiane, la moda non può esistere. Gli imprenditori ne sono ormai consapevoli. E iniziano a muoversi. A dieci anni dalla nascita del progetto “Cash” per sostenere finanziariamente i propri fornitori, dopo aver aderito al Fashion Pact sulla sostenibilità ed essere stato tra i promotori di Ricrea (consorzio per il riciclo dei prodotti della moda), Renzo Rosso, fondatore di Otb, ha deciso di mostrare chi e cosa c’è “dietro le quinte” dei vestiti e degli accessori che tra pochi giorni vedremo sulle passerelle milanesi. Per questo ha varato “Made” (acronimo che sta per manualità, artigianalità, dedizione ed eccellenza), una campagna di promozione e valorizzazione della filiera italiana della moda. In primo piano ci saranno per ora una quindicina degli oltre 800 fornitori di Otb, gruppo cui fanno capo i marchi Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, le aziende Staff International e Brave Kid, e una partecipazione nel brand Amiri.

I fornitori racconteranno le proprie aziende, qual è il lavoro che svolgono, la passione che mettono nel fare il bottone più bello, la cucitura più perfetta, le stampe più creative.

Dialogo con le istituzioni

Visibilità verso il pubblico indistinto attraverso una serie di canali, a partire dalle piattaforme social del gruppo. Ma anche visibilità verso le istituzioni. Finora – ha ricordato l’imprenditore – i governi non hanno dato attenzione a un settore che, come la moda, è fortissimo contributore della bilancia commerciale italiana, mentre adesso sembra che la posizione stia cambiando. Anche per questo la presentazione è avvenuta nella sede del Mimint, il ministero del made in Italy, presente il ministro Adolfo Urso. Perchè il progetto di Rosso è una iniziativa strategica per raccontare il bello e ben fatto (Urso) e perché è necessario che tra politica e imprese il dialogo sia sempre più stretto (Rosso).

La giornata del made in Italy

La campagna di Made terminerà il 15 aprile in coincidenza con la prima “Giornata del made in Italy”, istituita dal governo nei mesi scorsi insieme al liceo del made in Italy e al fondo sovrano. “La moda italiana ci regala ogni anno nuovi primati: siamo i primi esportatori del settore in Europa e i secondi al mondo perché tutti guardano alle nostre creazioni come a un ‘must have’ in grado di regalare un pezzetto del Belpaese che va ben oltre il capo in sé”, ha detto Urso sottolineando che l’anno prossimo la presidenza del G7 sarà affidata all’Italia e sarà una occasione in più per mostrare le eccellenze italiane coinvolgendo le imprese. 

“Per aiutare davvero la filiera e il made in Italy non si può pensare in termini di assistenza e il governo non può fare tutto da solo: le risorse vanno investite bene e per questo vanno affidate alle imprese di grande e media dimensione che hanno gli strumenti per gestirle e la capacità di supportare le più piccole in termini di sviluppo e crescita”, sono parole di Rosso.

Il punto sui mercati

La presentazione è stata l’occasione anche per fare il punto sullo stato della moda italiana soprattutto alla luce delle tensioni geopolitiche, in particolare tra Usa e Cina. Il presidente di Otb ha risposto ricordando che le imprese di punta stanno avendo crescite a doppia cifra e Otb è tra queste; che il mercato americano è in rallentamento mentre, almeno per quanto riguarda il suo gruppo, la Cina sta avendo crescite molto importanti. 

Nel corso della conferenza stampa il ministro Urso ha anticipato che il governo vuole reinserire “entro la prossima manovra economico-finanziaria” la norma per la cosiddetta “staffetta generazionale”, che “consente nei primi due anni della pensione a un pensionato di formare colui che ne ha preso il posto e che deve essere un giovane sotto i 35 anni con un contratto a tempo indeterminato”. La norma era stata ritirata per questioni di copertura finanziaria. Urso ha inoltre anticipato che l’anno prossimo la manovra conterrà tre nuovi collegati per l’economia del futuro: mare, aerospazio e intelligenza artificiale.

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Maria Silvia Sacchi
Giornalista professionista. Ha lavorato per le principali testate italiane. Negli ultimi 23 anni è stata al Corriere della Sera, il più importante giornale italiano, per il quale ha seguito l’industria della moda e del lusso e le evoluzioni delle grandi famiglie imprenditoriali. In Rcs Mediagroup ha impostato e diretto il master in Management della Moda e del Lusso e gli Online Fashion Talks di Rcs Academy.