diretto da Maria Silvia Sacchi

Dai pizzi al plateau, i trend emersi in passerella

Attesissimi ed innumerevoli sono stati i cambi di direzione creativa che hanno debuttato durante questo “fashion month” di sfilate tra Londra, NY, Milano e Parigi. Chi ci ha stupito, chi ci ha fatto sognare restituendo ai brand la loro vera identità e allure, chi forse un po’ meno, vediamo insieme quali saranno i trend maggiori […]

Dai pizzi al plateau, i trend emersi in passerella

Attesissimi ed innumerevoli sono stati i cambi di direzione creativa che hanno debuttato durante questo “fashion month” di sfilate tra Londra, NY, Milano e Parigi.

Chi ci ha stupito, chi ci ha fatto sognare restituendo ai brand la loro vera identità e allure, chi forse un po’ meno, vediamo insieme quali saranno i trend maggiori per la primavera estate 2026.

Tendenza già presente questo inverno ma che si fa strada nelle future collezioni in toni più primaverili e vivaci sono il pizzo e la trasparenza: abiti, shorts, gonne lunghe o corte, la sottoveste sarà un capo must della prossima stagione così come gli abiti nudi, le trasparenze ma anche i pigiami.

Gli styling più creativi firmati da The Attico, ma anche (ca va sans dire) Dolce&Gabbana, YSL, e Schiaparelli.

Per le scarpe: un ritorno, già da qualche tempo che prende sempre più piede, del platform e il plateau.

Ci ha accompagnato per molti anni e poi non si è più visto per altrettanti: adesso è tempo di rispolverare i nei nostri archivi. 

Presenti anche (e ne siamo molto felici) flip flops abbinate ad abiti più eleganti, per rendere più giocoso e sdrammatizzare anche i look più sofisticati.

Colore: se Miranda Priestly fosse qui direbbe: “florals for spring? Groundbreaking”, ed effettivamente nei mesi più caldi viene voglia di sperimentare ed osare, le sfilate ci hanno proposto colori vitaminici e accostamenti audaci, ma anche palette più neutre.

Trench, blazer e tailleur sartoriali rimangono capi intramontabili nel guardaroba della donna, dove anche le giacche e gli spolverini, diventano dei veri e propri abiti, declinati anche nei materiali più pregiati e nelle diverse palette di colore.

Congratulazioni a Jonathan Anderson che non appena salito al timone di Dior, ci ha fatto ricordare e anche ritornare a quell’eleganza e raffinatezza caratteristica della maison, libera da loghi rumorosi e non necessari.

Pierpaolo Piccioli debutta con la sua prima sfilata di Balenciaga, dove, seppur omaggiando i suoi predecessori e in particolar modo Demna, porta il suo dna in passerella dove finalmente abbandoniamo l’era più cupa e tetra che ha caratterizzato Balenciaga negli ultimi anni.

Il più atteso tra tutti l’esordio di Matthieu Blazy che ci fa vivere una favola: il nuovo Chanel, più contemporaneo, vibrante, accattivante e fresco, ha conquistato proprio tutti. Un cambiamento che negli ultimi anni era sempre più necessario, non vediamo l’ora di vedere le future collezioni!

Chiara Magri – Dopo una carriera nella moda in primarie aziende del lusso, dove mi sono occupata drlla gestito eventi e comunicazione, ho intrapreso un percorso imprenditoriale con la fondazione di startup  di servizi, mantenendo l’attività di stylist di alta moda

 

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