diretto da Maria Silvia Sacchi

Il Punto della settimana

Rilancio di Kering, qualche aspetto positivo da non sottovalutare

Se il piano presentato a Firenze ha convinto poco, ci sono però alcuni aspetti da non trascurare: l’accordo con L’Oréal, la capacità di negoziazione, il network. E intanto Milano diventa la capitale del design

Rilancio di Kering, qualche aspetto positivo da non sottovalutare

Eventi ovunque a Milano per il design, difficile scegliere a quale partecipare. Tutta la città è coinvolta nella settimana che si articola tra salone e fuori salone (ufficialmente parte domani) e dove da ieri è in corso il progetto di collegamento tra moda e arredo voluto da Camera della moda. Per ora l’incertezza geopolitica non sembra avere impatto, semmai lo sforzo si è fatto ancora più importante per continuare ad affermare il primato italiano, ma questa settimana rappresenterà un nuovo test.

Intanto, i giorni appena trascorsi hanno portato la conferma che un nuovo corso è iniziato in Dolce&Gabbana con la nomina di Stefano Cantino a co-ceo del gruppo a fianco di Alfonso Dolce,

anche se l’assetto di governance complessivo non è ancora del tutto chiarito. Quanto alla quota di Stefano Gabbana di cui qualcuno aveva ipotizzato una vendita, pur se in astratto tutto è possibile secondo osservatori esperti in operazioni di questo tipo – come già abbiamo scritto nel Punto della scorsa settimana – non è facilissimo collocare una partecipazione di minoranza rilevante (40%) di una società così fortemente controllata dai fondatori, soprattutto se il 60% resta saldamente in mano all’altro socio e l’asset è così identitario. Servirebbe un riassetto di governance maggiore perchè questo si possa ipotizzare. 

La settimana che si è chiusa ieri è stata parecchio intensa come si vede anche dal numero di articoli che riportiamo in questa newsletter. Qui ne sottolineiamo ancora tre.

Il primo è che Loro Piana è uscita in anticipo dall’amministrazione giudiziaria che era stata decisa dai giudici milanesi per sfruttamento del lavoro. Una misura che aveva creato anche frizioni tra l’industria italiana e quella francese. A essere colpita era stata, infatti, un’azienda particolarmente importante all’interno della galassia Lvmh considerato che presidente e  amministratore delegato sono ruoli ricoperti da due dei cinque figli di Bernard Arnault e che il commissariamento era avvenuto a ridosso della nomina a ceo di Frédéric Arnault. 

Consigliamo  la lettura dell’ingresso di Cettire in Italia e Francia, i due Paesi cardine della moda e del lusso a livello mondiale e dove si pensava che il marketplace non sarebbe arrivato. Cettire vende prodotti autentici dei grandi marchi, ma spesso a prezzi inferiori (arriva fino al 30%) rispetto a quelli ufficiali e al di fuori dei canali autorizzati dai brand. Un modello che si inserisce nel cosiddetto “grey market”, un sistema legale ma controverso perché aggira il controllo che le maison cercano di esercitare su distribuzione e pricing. Insomma, da osservare.

E, infine, ma non ultimo, Kering. È stata la settimana della presentazione del piano strategico di Luca de Meo. Tutto lo stato maggiore del gruppo francese si è riversato su Firenze, a partire dal presidente e azionista François-Henri Pinault; non presente, però, Pinault, nella foto di gruppo che vede al centro de Meo attorniato da ceo e direttori artistici a voler dimostrare la forza della squadra. Sono stati due giorni molto intensi tra progetti di formazione, primi investimenti della House of wonders (l’acquisto di una minoranza della società che controlla il marchio Icicle), visite alle produzioni e, sopra a tutto, le linee strategiche del gruppo. De Meo ha detto che non prevede cessioni di marchi perché l’accordo con L’Oréal ha tolto pressione sulla finanza. Non c’è ragione di dismettere neanche McQueen, ha sostenuto, per il quale sono in corso tagli importanti e sul quale ci sono certamente state discussioni per una vendita. Per i marchi minori ha ipotizzato la necessità di una struttura diversa all’interno del gruppo. Quanto a Valentino, si vedrà.

È riuscito a far breccia negli investitori? Per il momento no. Il titolo Kering è l’unico che nell’ultima settimana è stato in calo, anche a causa dei dati del primo trimestre ancora in sofferenza.

Della gran mole di parole spese nei giorni scorsi da Kering e su Kering, sottolineiamo in conclusione di questo “Punto della settimana” tre aspetti che non saranno ininfluenti – e a nostro avviso in positivo – sul futuro del gruppo francese. 

Il primo è il già citato accordo con L’Oréal che ha fornito a Kering non solo respiro finanziario ma un alleato forte e strutturato. Una questione da non sottovalutare anche in vista di ulteriori riassetti del sistema della moda. Il secondo elemento è la capacità negoziale e di creare network dimostrata dall’amministratore delegato di Kering. Infine, la resistenza fisica e mentale di de Meo. A Firenze ha parlato per ore sia dal palco (sempre in piedi) che con analisti e giornalisti senza cenno di stanchezza. Non da tutti.

(questo articolo accompagna la newsletter che ogni lunedì mattina alle 7 arriva nella casella di posta elettronica degli iscritti e viene pubblicata qualche ora dopo sul sito)

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Maria Silvia Sacchi
Giornalista professionista. Ha lavorato per le principali testate italiane. Prima di fondare ThePlatform è stata per 23 anni al Corriere della Sera, il più importante giornale italiano, per il quale ha seguito l’industria della moda e del lusso e le evoluzioni delle grandi famiglie imprenditoriali. In Rcs Mediagroup ha impostato e diretto il master in Management della Moda e del Lusso e gli Online Fashion Talks di Rcs Academy.

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