diretto da Maria Silvia Sacchi

L’acquisizione

A Kering il 30% di Valentino per 1,7 miliardi di euro

La maison valutata oltre 5 miliardi. Opzione per salire al 100%. Possibilità per Mayhoola, attuale azionista di Valentino, di entrare in Kering. Gli scenari possibili. I numeri dei primi sei mesi del gruppo francese

A Kering il 30% di Valentino per 1,7 miliardi di euro

Questa volta a muovere è Kering. Il gruppo francese guidato da François-Henri Pinault ha rilevato il 30% di Valentino – la maison che fa capo a Mayhoola, società della famiglia reale del Qatar – e ha un’opzione per salire al 100% entro il 2028. Per il 30% Kering ha pagato 1,7 miliardi di euro in contanti, valutando quindi complessivamente Valentino più di 5 miliardi di euro, più di tre volte e mezzo il fatturato di Valentino che nel 2022 è stato di 1,4 miliardi. L’Ebitda ricorrente della maison è stato di 350 milioni e l’Ebit di 121 milioni. 

Kering avrà propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione del marchio. Per adesso, Mayhoola rimarrà l’azionista di maggioranza con il 70% del capitale e la transazione è prevista concludersi entro la fine del 2023, dopo l’autorizzazione delle autorità competenti garanti della concorrenza.

I commenti

“Sono impressionato dall’evoluzione di Valentino sotto la proprietà di Mayhoola e sono molto grato che Mayhoola abbia scelto Kering come partner per lo sviluppo di Valentino, una maison italiana unica che è sinonimo di bellezza ed eleganza – sono state le parole di François-Henri Pinault, presidente e amministratore delegato di Kering -. Sono molto soddisfatto di questo primo passo della nostra collaborazione con Mayhoola per sviluppare Valentino e procedere nel deciso percorso strategico di elevazione del marchio che Jacopo Venturini continuerà a guidare”.

Quanto a Rachid Mohamed Rachid, amministratore delegato di Mayhoola e presidente di Valentino, ha sottolineato che “Valentino è una delle massime autorità del lusso italiano e siamo molto felici di dare il benvenuto a Kering come partner strategico per lo sviluppo futuro della Maison de Couture. Sotto la nostra guida, Valentino ha rafforzato le sue radici come marchio di lusso altamente desiderabile e continueremo a rafforzare il marchio nel prossimo capitolo del suo sviluppo, insieme a Kering. Siamo impazienti di dar vita alla partnership con Kering in Valentino, nonché esplorare ulteriori potenziali opportunità di investimento insieme”.

Il valore

Più di 5 miliardi di valutazione, dunque, per una maison che Mayhoola aveva rilevato nel luglio 2012 per 720 milioni di euro. Allora il prezzo era sembrato alto (il fatturato del 2011 era di 322 milioni e il margine operativo lordo di 22 milioni) ma la società si era poi sviluppata sotto la guida decennale di Stefano Sassi e con la direzione stilistica di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli e poi solo di Piccioli (Chiuri essendo passata in Dior) e con la guida di Jacopo Venturini a partire dal giugno 2020.

Gli scenari

L’acquisizione del 30% di Valentino da parte di Kering – giunta inattesa nonostante in passato fosse stata oggetto di rumors – in qualche modo toglie il gruppo di Pinault dall’angolo. Recentemente hedge fund come Blue Bell si sono mossi sul gruppo per spingere un cambiamento che porti migliori risultati (più sotto i numeri del primo semestre, ndr) e di conseguenza una crescita del titolo.

Kering, come detto, ha una opzione per acquisire il 100% di Valentino entro il 2028. Ma nella nota Pinault parla esplicitamente di “primo passo” con Mayhoola e si specifica che 1) “nell’ambito di una più ampia partnership, Kering e Mayhoola esploreranno altre potenziali opportunità di collaborazione in linea con le rispettive strategie di sviluppo” e che 2) “la transazione fa parte di una più ampia partnership strategica tra Kering e Mayhoola”, tale da poter “portare Mayhoola stessa a diventare azionista di Kering”. 

Potrebbe nascere in futuro un nuovo polo Kering-Mayoola? Dove Mayhoola porterebbe in dote gli altri due marchi posseduti, Balmain e Pal Zileri. Potrebbe essere coinvolto qualche altro gruppo come il sempre citato Richemont, che ha già declinato in passato ma oggi chissà? Sono speculazioni del mercato, beninteso,  non informazioni; interrogativi che si rincorrono per la sproporzione che si è venuta a creare in un settore che vede una Lvmh marciare compatta e in solitaria. 

Kering sta vivendo un periodo di trasformazione, dopo i grandi cambiamenti che hanno coinvolto Gucci, il suo marchio principale, quello che porta la metà dei ricavi del gruppo. Prima (a novembre) è uscito il direttore creativo Alessandro Michele, poi (la settimana scorsa) è stata annunciata l’uscita di Marco Bizzarri, il presidente e ceo di Gucci che ha portato il marchio a 10 miliardi di ricavi, sostituito “per un periodo transitorio” da Jean-François Palus, manager da sempre vicino a Pinault ma uomo di finanza e non di prodotto. Nella riorganizzazione in corso a Parigi Pinault ha riconosciuto il lavoro realizzato Francesca Bellettini, manager di grande valore che ha spinto Saint Laurent fino a 3,3 miliardi di euro dopo averlo preso, sei anni fa, a poco più di 500 milioni di euro. Bellettini, come è noto, è stata nominata vice di Pinault e a lei risponderanno gli amministratori delegati di tutti i marchi, Gucci compreso.

E qui si torna a Valentino, che a sua volta sta vivendo un momento di discontinuità. Non sono pochi i manager usciti dalla maison, le ultime sostituzioni sono state annunciate due giorni fa. E da Valentino proviene Sabato De Sarno, il nuovo direttore artistico di Gucci, la cui collezione di esordio è prevista il prossimo settembre. De Sarno era il numero due di Pierpaolo Piccioli, il direttore artistico di Valentino. Una nomina, quella di De Sarno, che era stata accompagnata con molto affetto dallo stesso Piccioli.

Ma un passato in Gucci ha Jacopo Venturini, l’attuale amministratore delegato di Valentino: era il vice president merchandising di Gucci dell’epoca Bizzarri-Michele. C’è chi scommette che sarà lui il nuovo ceo del brand, anche se il comunicato di oggi lo conferma come amministratore delegato di Valentino.

Quello del manager è l’unico nome che viene fatto. “La partnership strategica continuerà a sostenere la strategia di elevazione del marchio condotta dall’amministratore delegato di Valentino Jacopo Venturini, sotto la proprietà di Mayhoola, che l’ha trasformata in una delle case di lusso più stimate al mondo”. E ancora quando si conferma che sarà lui a guidare il percorso si elevazione del marchio. Lo stesso Pinault oggi in conference call si è detto felice di ritrovare Venturini con cui aveva lavorato in Gucci. Non si fa, invece, il nome di Pierpaolo Piccioli, ed è una assenza che si è notata, anche se Pinault si è detto “impressionato dall’evoluzione di Valentino sotto la proprietà di Mayhoola”, Piccioli dunque presente.

I risultati del primo semestre

Contestualmente alla notizia dell’acquisizione della partecipazione in Valentino il gruppo guidato da François-Henri Pinault ha comunicato i dati dei primi due trimestri del 2023: oltre 10 miliardi di fatturato semestrale, in crescita del 2% sullo stesso periodo del 2022, con un +4% riferito alle vendite provenienti dalla rete di retail gestita direttamente. A livello di marchi si conferma la difficoltà di Gucci, che chiude appena sopra i 5 miliardi, con un -1% a cambi correnti e +1% a cambi costanti. Bene invece la performance di Yves Saint Laurent, che mantiene il suo trend di crescita facendo registrare ricavi a 1,5 miliardi, in crescita del 6% a cambi correnti e 7% a cambi costanti, mentre Bottega Veneta mantiene di fatto il risultato a cambi correnti (+2% a cambi costanti). Fa un balzo invece il comparto dell’occhialeria, soprattutto a cambi correnti: +47% (+16 a cambi costanti). 

Pinault ha sottolineato la volontà di mantenere la strategia di valorizzazioni dei marchi: “Abbiamo proseguito i nostri investimenti sull’esclusività e sulla desiderabilità dei nostri marchi. Il livello di profittabilità è rimasto alto, anche mentre siamo stati impegnati in iniziative a lungo termine. Abbiamo fatto passi decisivi per estendere la nostra presenza nell’ambito dell’universo del lusso, in particolare con l’acquisizione di Creed, che accelera il decollo di Kering Beauté. Considerati i rilevanti cambiamenti a livello organizzativo annunciati la scorsa settimana, con l’obiettivo di consolidare la guida della società, e i molti progetti lanciati negli scorsi mesi, i risultati conseguiti nel primi semestre rinforzano la mia fiducia nelle prospettive future di Kering”.

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Maria Silvia Sacchi
Giornalista professionista. Ha lavorato per le principali testate italiane. Negli ultimi 23 anni è stata al Corriere della Sera, il più importante giornale italiano, per il quale ha seguito l’industria della moda e del lusso e le evoluzioni delle grandi famiglie imprenditoriali. In Rcs Mediagroup ha impostato e diretto il master in Management della Moda e del Lusso e gli Online Fashion Talks di Rcs Academy.