diretto da Maria Silvia Sacchi

Se l’Italia non c’è tra gli stilisti di domani

I risultati degli Its Contest di Trieste. La crisi in Medio Oriente e il peso sempre crescente della tecnologia. Ma intanto c’è chi scommette sulla ripresa e avvia progetti nuovi

Se l’Italia non c’è tra gli stilisti di domani

Tre francesi, 2 cinesi, 2 britannici, 2 belgi, 1 americano. È questa la nazionalità dei dieci vincitori dell’Its Contest premiati venerdì a Trieste da una giuria internazionale. Giovani che si sono distinti tra gli oltre 700 partecipanti provenienti da 74 Paesi.

Occorre fermarsi su questo punto perchè si concilia con le più importanti nomine che hanno caratterizzato le grandi case della moda e del lusso degli ultimi due anni. Riproponiamo qui un articolo pubblicato da ThePlatform all’inizio del 2025 (https://www.theplatform.group/ceo-e-designer-la-moda-e-il-lusso-in-cerca-di-soluzioni-a-problemi-diversi/) per avere qualche spunto in più e cercare di immaginare come sarà un futuro che è già realtà, evitando di cullarsi in idee che rappresentano il passato.

Quella che si è appena conclusa è stata una settimana piena di stimoli di riflessione. Oltre alle nazionalità dei nuovi designer, va sottolineato ancora una volta come la tecnologia stia diventando sempre più importante e pervasiva, ne parleremo questa settimana mentre entrano nel vivo le manifestazioni per celebrare la Giornata del made in Italy, ufficialmente fissata per il 15 aprile e che vede 800 eventi partiti venerdì e che si concluderanno il 10 maggio.

Il contesto mondiale è difficilissimo, e lo sappiamo. La guerra con l’Iran non è stata un blitz risolto in un lampo come in Venezuela e nubi molto grosse si addensano sulle imprese tutte, mentre tornano d’attualità le foto di quando – era l’inizio degli anni ‘70 del secolo scorso – si andava forzatamente in bicicletta e si saliva in auto solo se la targa lo permetteva. Chissà se tutto questo non abbia almeno un risvolto positivo facendo recuperare spinta – una spinta vera – al tema della sostenibilità (e magari anche ai produttori di biciclette). Ma quello che sta avvenendo non impatta solo sui costi dell’energia e nemmeno solo sulla chiusura dei mercati di sbocco (in questa newsletter l’articolo sulla decisione di Ferrari di sospendere temporaneamente le consegne in Medio Oriente). Anche il turismo si ferma, e si sa che per il mondo della moda e del lusso il turismo è un propulsore importante. 

Una situazione pesante in cui non si può non pensare alle crisi che imprenditori e manager delle aziende hanno dovuto affrontare negli ultimi vent’anni. Va bene l’adrenalina, ma che ci sia stanchezza, desiderio di pensare a sé, senso di protezione in famiglia, smarrimento e chi ne ha più ne metta è comprensibile. 

A maggior ragione per questo vanno salutati positivamente e sostenuti i nuovi progetti imprenditoriali che si stanno vedendo sul mercato, dal ritorno di Ennio Capasa alla proposta di Leonardo Girombelli con Escapista (l’articolo in questa newsletter).

Dal gruppo spagnolo Inditex e dal gruppo italo-francese EssilorLuxottica sono arrivati altri due segnali importanti. Molto si è parlato in questi giorni della collezione di Galliano per Zara, marchio principe di Inditex, per il cambiamento che rappresenta per la società fondata da Amancio Ortega e per il nome del designer coinvolto.

Qui vogliamo sottolineare la durata del contratto che lega Galliano a Zara: due anni. Dunque, non una semplice capsule come è solito fare il concorrente H&M, che le collaborazioni con gli stilisti le ha inaugurate nel 2004 con Karl Lagerfeld. 

Quanto a EssilorLuxottica  ha firmato con Dolce&Gabbana (marchio con cui lavora dal 2004) una licenza di ben 25 anni, portando la collaborazione fino al 2050. L’allungamento delle licenze sarà un tema su cui riflettere. Insieme a molti altri, come si è visto.


In ogni caso, buon lunedì. 

(Questo articolo accompagna la newsletter settimanale di ThePlatform, che ogni lunedì mattina alle 7 arriva nelle caselle di posta elettronica degli iscritti, e viene pubblicato sul sito qualche ora dopo)

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Maria Silvia Sacchi
Giornalista professionista. Ha lavorato per le principali testate italiane. Prima di fondare ThePlatform è stata per 23 anni al Corriere della Sera, il più importante giornale italiano, per il quale ha seguito l’industria della moda e del lusso e le evoluzioni delle grandi famiglie imprenditoriali. In Rcs Mediagroup ha impostato e diretto il master in Management della Moda e del Lusso e gli Online Fashion Talks di Rcs Academy.

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