diretto da Maria Silvia Sacchi

De Matteis (Pitti): Le rappresentanze della moda collaborino di più

Il fondo sovrano? Il fatto che la politica si stia rendendo conto che la moda è una industria strategica è positivo. Ma speriamo che il fondo non sia una nuova Gepi

De Matteis (Pitti): Le rappresentanze della moda collaborino di più

Nonostante non manchino nuvole all’orizzonte, in questo momento i segnali positivi sono tanti secondo Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine e amministratore delegato di Kiton. Ma proprio perché qualche nuvola c’è sarebbe bene che a fare massa critica fosse non solo le aziende ma anche le associazioni che le rappresentano, dando per prime l’esempio.

L’ultima edizione di Pitti è stata un successo e la moda uomo vive una rinnovata giovinezza.

“Pitti andato bene, abbiamo avuto una bellissima affluenza beneficiando della riapertura della parte orientale del mondo, abbiamo rivisto una tipologia di buyer, cinesi, coreani, che non vedevamo da prima della pandemia. Quanto alla moda uomo sì, sta vivendo una grandissima trasformazione, come evoluzione anche nel modo di comprare. Spende di più e negli acquisti si è avvicinato molto alla donna, compra anche per l’occasione l’uso mentre prima usciva la mattina con l’abito e la cravatta e così andava ovunque. Invece oggi, che si sono tornati a fare tanti eventi, assistiamo per esempio a un grande ritorno dello smoking, così come se si deve uscire con gli amici si smette la giacca per un abbigliamento più sportivo. Si vedono in giro sempre meno trolly e più valigie grandi, segno che il guardaroba è più importante”.

Il rialzo dei tassi continua, che impatto sul sistema industriale?

“È chiaro che il rialzo dei tassi non gioca a favore. Le aziende si finanziano con il sistema bancario, occorre che la situazione si normalizzi, non dico a tassi pre-grande corsa, ma almeno a un livello sopportabile, altrimenti per il settore industriale tutto, non solo per la moda, sarà un problema”.

Il governo ha istituito un fondo sovrano, come giudica questo strumento?

“Il fatto che per la prima volta la politica si renda conto che moda è una industria strategica è un positivo. Poi vedremo come opererà. Spero che non venga usato per salvare aziende decotte che non hanno possibilità di salvezza, ma che sostenga la parte più competitiva e sana del nostro sistema imprenditoriale, che c’è ed è tanta. Insomma, ci auguriamo di non vedere una nuova Gepi”.

La partita contro i francesi è persa?

“Quando il primo gruppo francese fa 80 miliardi di euro di fatturato e l’intera moda italiana ne realizza 100 deve far pensare. Chi non è dentro il nostro settore non comprende cosa significa confrontarsi con realtà così grandi soprattutto sui mercati emergenti, dove su una location noi italiani dobbiamo “litigarci” la posizione migliore dove mettere i nostri prodotti, ed è giusto che sia così perché siamo tante aziende diverse, mentre una sola persona decide per 30 marchi”.

Però oggi le imprese della moda parlano molto più di prima, il Covid ha spinto a una maggior collaborazione tra imprenditori..

…“Questo è sicuro”…

Non è l’ora che anche le organizzazioni rappresentative della moda siano in numero minore, che si fondano?

“Fondersi non so, certo ognuna rappresenta solo una parte del settore e sarebbe doveroso che ci fosse una collaborazione maggiore”.

La sua azienda, Kiton, è di Napoli, come sta andando il sud?

“In modo eccezionale. Napoli, per esempio, è pienissima di turisti, il porto è pieno di barche da 40 a 100 metri. Ma non ci sono solo i super ricchi, è che stiamo assistendo a una generale riscoperta dell’Italia. Se i sa cogliere questo risveglio del turismo, e che il Sud ha nel suo Dna, dando i servizi necessari, finalmente possiamo sviluppare una vera industria del turismo che potrà dare al Paese ritorni importanti”.

Avete di recente accennato a una possibile quotazione di Kiton, avete fatto progressi?

“La quotazione è una idea, non un processo in atto, un obiettivo della famiglia, ma non succede domattina. Sarà quando arriverà il momento giusto”.

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Maria Silvia Sacchi
Giornalista professionista. Ha lavorato per le principali testate italiane. Negli ultimi 23 anni è stata al Corriere della Sera, il più importante giornale italiano, per il quale ha seguito l’industria della moda e del lusso e le evoluzioni delle grandi famiglie imprenditoriali. In Rcs Mediagroup ha impostato e diretto il master in Management della Moda e del Lusso e gli Online Fashion Talks di Rcs Academy.