IL PUNTO DELLA SETTIMANA
Con l’Iran si apre un’altra area di crisi per la moda
Sburlati (Confindustria moda): A questo punto abbiamo tre grandi aree in “crisi”: Cina sistemica, Usa per dazi e dollaro e Golfo per la guerra. Sciuccati (Thea): ripercussioni per i grandi distributori dell’area. E, ancora, nel Punto della settimana: Zuckerberg a Milano, cosa hanno detto i debutti di Chiuri e Demna, come andrà il lavoro
Impossibile ormai parlare di moda senza partire dal contesto geopolitico, il cui impatto è sempre più condizionante. Se la settimana scorsa era iniziata con l’annuncio, da parte del presidente Trump, del reinserimento dei dazi americani cancellati dalla Corte suprema Usa, questo fine settimana ha visto lo storico attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, con l’uccisione della guida suprema del Paese, Khamenei. Un’operazione che ha subito provocato la chiusura dello spazio aereo dell’Iran e dei Paesi limitrofi, tra cui gli scali, fondamentali per i flussi intercontinentali, di Dubai e Doha. Tra il caos nei cieli con migliaia di voli cancellati – la più grande interruzione mondiale del trasporto aereo – e la chiusura dello stretto di Hormuz da cui passa un quinto del petrolio mondiale, i primi commenti dei politologi avvertono che non sarà questione veloce come il Venezuela con l’arresto del presidente Maduro (era solo due mesi fa, sembra già lontanissimo) e che l’instabilità fortissima si riverserà in modo pesante sui Paesi del Golfo. Energia a parte (già tema di per sé rilevante), bisogna ricordare che quelle del Golfo sono aree fondamentali per le imprese della moda e in particolare del segmento-lusso, aree che tutte le analisi economiche considerano (o almeno hanno considerato finora) da privilegiare. Questa volta non si tratta solo di un clima di incertezza che frena i consumi, ma di ripercussioni dirette anche sull’industria italiana.
Dove potrà dirigersi la moda
“Quanto sta accadendo è un problema ulteriore – risponde a ThePlatform Luca Sburlati, presidente di Confindustria moda -. A questo punto abbiamo tre grandi aree in “crisi”: la Cina sistemica, gli Usa per dazi e dollaro, il Golfo per la guerra e, visto che l’afflusso di turisti asiatici diminuirà di molto, anche per il tax free Eu. Ora la variabile è la durata. E l’unica opportunità per le nostre imprese, a livello geografico, è il Mercosur”, conclude Sburlati.
“Sono 20-25 miliardi di dollari di questa area di mercato che si perdono, vale in proporzione per tutti i grandi brand di fascia alta – aggiunge Flavio Sciuccati, senior partner The European House Ambrosetti, responsabile divisione Fashion & Luxury -. I grandi distributori come Chalhoub e Al Tayer Group ne risentiranno profondamente”. Si tratta di società che hanno accordi importanti con molti marchi italiani distribuiti in Medio Oriente.
Giorni di debutti
Mentre la guerra si allarga con anche i primi soldati americani morti e, dunque, in attesa delle evoluzioni di questa crisi gravissima, veniamo a quanto accaduto nella moda nei giorni scorsi.
È stata una settimana in cui si è parlato particolarmente tanto di stile, grazie a una fashion week con due debutti attesi come quelli di Maria Grazia Chiuri da Fendi e soprattutto di Demna da Gucci, marchio al cui destino è fortemente legato quello della controllante Kering. Si è parlato di stile anche per i look del festival di Sanremo. Adesso la palla passa a Parigi dove si concluderà la lunga maratona della moda donna, in un clima che sarà certamente più preoccupato rispetto alla partenza.
Occhiali intelligenti e cool
Le sfilate milanesi attirano grandi personaggi. Se da Dolce&Gabbana è arrivata Madonna, da sempre amica dei due stilisti di cui contribuisce a definire l’identità, come da tema della sfilata, Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan hanno fatto un veloce viaggio milanese – con tanto di foto ricordo di fronte al Duomo – per assistere allo show di Prada, seduti accanto a Lorenzo Bertelli. A conferma delle voci che nei giorni precedenti alla sfilata parlavano di un prossimo accordo Meta-Prada-EssilorLuxottica per una nuova serie di occhiali intelligenti di alta gamma.
Dove va il lavoro
Tra le notizie, vogliamo segnalare le numerose iniziative delle aziende in tema di formazione. Un argomento che continua a vedere l’impegno anche delle associazioni di categoria e delle istituzioni perché vi sia un vero collegamento tra scuola e impresa. Ed è un argomento caro anche a ThePlatform, visto che alla formazione abbiamo dedicato una sezione intera. Considerato l’avanzare della tecnologia, ci sono però delle domanda che iniziamo a porre: non solo quale tipo di lavoro, ma anche di quanto lavoro ci sarà bisogno davvero? Su quali elementi poggerà il racconto del lavoro della moda prossimo venturo?
(Nella foto, Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan davanti al Duomo di Milano, immagine dal profilo Instagram di Zuckerberg)
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