Nomine, riassetti, celebrazioni: gruppi in manovra
Dall’uscita di Dario Vitale da Versace al nuovo ruolo di Pietro Beccari. Mentre i dipendenti di Woolrich sono allo scontro con BasicNet
Settimana decisamente importante quella che si è chiusa ieri. Sono stati giorni di nomine, di nuove indagini della magistratura, di riassetti, di celebrazioni.
Versace è entrata definitivamente all’interno del gruppo Prada, dando vita a un gruppo che punta ai 7 miliardi di fatturato. Lorenzo Bertelli, prossimo presidente esecutivo di Versace, aveva detto che per il primo anno non ci sarebbero stati cambiamenti radicali perchè prima occorre conoscersi.
E l’uscita di Dario Vitale dalla direzione creativa del marchio della Medusa, avvenuta a soli due giorni dal passaggio di proprietà, non è stata una sorpresa per chi segue da vicino le vicende (anche se un cambiamento radicale lo è). Il designer, peraltro, era già ben conosciuto nel gruppo avendo trascorso anni in Miu Miu. Nell’unica intervista concessa, e pubblicata il giorno dopo l’annuncio della separazione, Vitale diceva a La Repubblica che “per anni sono stati la mia famiglia. Conosco il loro metodo: ho cercato di applicarlo appena arrivato, ma ho capito che si tratta di brand e persone diversi. Differenze a parte, e lo dico a prescindere dalla mia presenza qui, mi rende felice che un gruppo italiano, capace di mettere la qualità e la cultura al centro del proprio universo, agisca per proteggere un pilastro del nostro stile”.
Decisamente rilevante, per le molte sfaccettature che ha, è la nomina di Pietro Beccari a presidente e ceo di Lvmh fashion group, divisione del gruppo francese che controlla alcuni dei marchi della società di Arnault. Rilevante, in primo luogo, perché fa presagire un nuovo riassetto anche all’interno di Louis Vuitton, il marchio di cui Beccari mantiene la guida ma dove è in crescita il suo vice Damien Bertrand. E, poi, perché segnala una certa confusione all’interno del più grande gruppo del lusso e della moda mondiale, dal momento che si è detto che Beccari in Lvmh fashion group va a sostituire Sidney Toledano, storico manager di fiducia di Bernard Arnault, in una carica che non risulta sia stata mai nuovamente ufficializzata al manager.
Lvmh è un gruppo da continuare a tenere sotto osservazione per i tanti rimescolamenti manageriali che da due anni a questa parte non accennano a diminuire.
È stata, invece, una settimana di celebrazioni, come già avevamo anticipato nella scorsa newsletter, quella vissuta da Brunello Cucinelli: a Londra premiato ai Fashion Awards e presente con la sua Solomeo su tutte le vetrine di Harrods, a Roma celebrato da più di 1000 persone provenienti da tutto il mondo per assistere al docufilm “Brunello, il visionario garbato”, firmato da Tornatore.
A Bologna, felicità per il ritorno al lavoro dei dipendenti della Perla; soddisfazione per aver contenuto i tagli in Yoox; difficoltà in corso, invece, per i sempre bolognesi dipendenti di Woolrich dopo che il nuovo proprietario Basicnet ha deciso concentrare le attività su Torino, dove ha il proprio quartier generale. Vuol dire trasferire decine di persone, in tempi brevi; le trattative sono in corso.
Ma il tema principale dell’industria resta sempre quello del rapporto tra committenti e fornitori nella filiera della moda e quelli tra le imprese e Palazzo di Giustizia. Nell’intervista ad Andrea Sianesi, professore del Politecnico, facciamo il punto sulla piattaforma prevista dal protocollo per la legalità firmato a maggio a Milano e i possibili raccordi e soluzioni con il disegno di legge sulla certificazione della filiera in discussione in parlamento.
Buon lunedì e buona festa dell’Immacolata.
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